La nostra Associazione da tempo ha avviato un ampio dibattito al proprio interno volto a sintetizzare alcune importanti proposte per un necessario riordino e rilancio del supporto pubblico al genere documentario in un documento denominato “Agenda Documentario 2023”.

L’AD23 rappresenta la piattaforma per sviluppare e rafforzare un ecosistema più favorevole alla creazione e alla produzione del documentario italiano principalmente innervato nella filiera artigianale della produzione indipendente nazionale, camera di innovazione dell’intero comparto produttivo nazionale e retroterra fecondo di talenti e modalità produttive originali e innovative, di cui beneficia la stessa filiera industriale.

L’AD23, che include alcuni punti relativi anche al ruolo e alle modalità operative del servizio pubblico, del sistema distributivo e di quello creditizio, intende divenire la base di una crescita del settore che sta godendo di un rinnovato interesse di pubblico e di mercato, permettendo ai produttori e alle produttrici di beneficiare maggiormente del sostegno pubblico con un utilizzo più funzionale delle risorse in essere, trasformando in volano quanto oggi sembra viceversa rappresentare un freno alla crescita.

Il disegno complessivo dell’AD23 di Doc/it propone di risolvere alcune delle criticità – a es. riguardo all’incertezza su modi e tempi dell’ottenimento del sostegno pubblico, alla difficoltà di accesso al credito a sostegno dei fabbisogni di produzione, al carico burocratico, etc. – e anche stimolare la riflessione su nuovi strumenti che contribuiscano a liberare il pieno potenziale creativo e produttivo che il comparto possiede.

Pertanto, per quanto attiene all’area di responsabilità della DGCA del MIC esprimiamo le seguenti priorità:

  • Ottenere un “corridoio” di Tax Credit per il documentario.
  • Ottenere che per i documentari il credito sia caricato nel cassetto fiscale quanto al 100% (invece del 40% attualmente previsto dall’ultimo D.D. in materia) al momento del riconoscimento del credito teorico spettante; si richiede la conseguente possibilità di monetizzazione del 60% del credito spettante tramite CDP o Istituto Credito Sportivo, anche secondo quanto previsto dalla convenzione sottoscritta tra ICS e DGCA, tramite la contestuale e proporzionale riduzione del credito disponibile nel cassetto fiscale.
  • Offrire sostegno mirato agli esercenti che programmino una percentuale minima di film documentari in sala.
  • Dotare la Direzione Generale Cinema dell’organico sufficiente e competente per evitare che le pratiche si accumulino senza essere gestite in tempi tollerabili e compatibili con le dinamiche di produzione e imprenditoriali, (a parità di risorse gestite, il CNC conta 493 addetti, la DGCA circa 100).
  • Semplificare gli iter burocratici per la registrazione delle opere presso il PRCA, la cui complessità e i cui costi penalizzano eccessivamente ed esclusivamente le micro e piccole imprese del documentario, prevedendo formule semplificate meno onerose e auto-dichiarative.
  • Creare un fondo obbligatorio (1%) sul tax credit definitivo sopra i 10M e conseguente creazione e dotazione di un fondo speciale per “sviluppo e innovazione documentaria” gestito dalla DGCA.

Risulta inoltre necessario richiamare l’attenzione anche all’attività dell’Istituto Luce Cinecittà, partner insostituibile del comparto intero, confermando e rafforzando gli elementi positivi esistenti e rilanciandone la funzione sinergica con la produzione indipendente nazionale.

A tale proposito, ravvediamo la necessità di:

  • Rafforzare il ruolo di presidio del documentario che ILC rappresenta per la produzione e la distribuzione, dotando di relativo budget espansivo.
  • Pubblicare il piano editoriale e la sua modalità realizzativa con trasparenza e tempi certi di investimento e contrattualizzazioni.
  • Incentrarne strategicamente l’azione sulle co-produzioni in collaborazione con la produzione indipendente italiana, con attenzione prioritaria alle micro e piccole imprese.

Per quanto attiene al ruolo della RAI, riscontriamo la necessitò di:

  • Ottenere l’inserimento nel Contratto di Servizio 2023-2027 della sotto-quota per il documentario e l’indicazione della misura quantitativa del relativo obbligo di investimento nel genere, in coerenza con normativa nazionale.
  • Proporre alle diverse direzioni RAI (Documentari, Cultura, Play&Digital, etc.) e alla direzione Risorse TV di sottoscrivere il protocollo di “buone pratiche” che regoli le regole d’ingaggio delle stesse con produttori indipendenti e autori, sul modello di quello francese firmato da France TV e USPA.
  • Ridefinire la mission aziendale di RAI Com rispetto alla cessione dei filmati dell’archivio Rai facilitando l’accesso e l’acquisto ai produttori indipendenti italiani e differenziando il listino tra utilizzo per fiction o documentari.

9 gennaio 2023

Scarica il pdf: Agenda documentario 2023